Solo il guaritore ferito può guarire. Ossia perché facciamo quello che facciamo.



Ci sono momenti in cui è molto difficile avere a che fare quotidianamente con le persone. Effettivamente, se mi ci fermo a pensare davvero, ci sono mille motivi per cui le persone non mi piacciono.

“Perché sporcano la riva del mare, maltrattano gli animali, i giovani sul tram non lasciano il posto agli anziani, si fanno la guerra per cose stupide, non si guardano più negli occhi, si chiamano stranieri tra di loro come se esistessero due Terre, ognuno pensa solo per sé, parlano sempre di cose stupide…”

Dicono che siamo gli animali più evoluti, quelli dotati di ragione. Quelli che sanno controllare gli istinti.

La realtà è che siamo l’unica specie che si sente superiore alle altre e si è dimenticata che per sopravvivere ha bisogno della Natura (e con natura intendo sia gli esseri animati che inanimati).

Quando ho conosciuto Francesca, la mia vita è totalmente cambiata. E ho capito che forse, esattamente come per me, serve soltanto qualcuno che ce lo spieghi. Che ci faccia aprire gli occhi, che ci tolga le fette di salame (in tutti sensi!) e possibilmente lo faccia con gentilezza amorevole.

E con l’esempio.



Ecco, io credo di amare Francesca principalmente perché fa quello che dice e dice quello che fa. Me lo spiega. Me lo racconta che quasi dalla bocca le esce il cuore per quanto ci crede. E io mi sono innamorata di lei e dell’idea che ha del mondo. Perché lei il mondo lo vede salvo, pulito, confortevole per tutti.

Ecco perché da quello che poteva essere il dolore immenso di un tumore al seno è nata la voglia di condividere una visione positiva che può davvero salvare. Chi ha già partecipato ad un #Supperclub o ci ha voluto tra le proprie mura di casa per uno #Chefadomicilio sa bene che non si tratta di una semplice cena. In questi due anni ho visto persone sedersi a tavola con il cuore a pezzi ed andare via che erano un tutt'uno. E se sei uno vuol dire che ti sei ritrovato, non hai niente più da cercare, devi solo stare attento a non perderti di nuovo.

Ma anche in quel caso, se mai dovesse riaccadere, magari per voi è bello sapere che saremo lì, di nuovo.

Perché c’è una domanda che dovremmo porci sempre, ogni giorno, ogni volta che vediamo qualcuno che sta sbagliando, che si comporta male o che non ci rispetta per quello che siamo:


“E tu cosa fai per cambiare loro e il modo con cui trattano il mondo?”



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CIBO SUPERSONICO

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