A·n·i·m·a·l·i

Quando lasciavo strisciare nel fango le mie emozioni, quando non ascoltavo il sibilare, il ruggire, il movimento imprevedibile e selvaggio rimanevo come pietrificata, congelata.
Rimanevano lì in basso dimenticate, ombre nere come notti senza stelle né lune, né candele.
Mi sono presa il T·e·m·p·o per accoglierle, per elevarle, perché anche l'animale che vive nelle più vaste profondità oscure e senza suono può volare in alto come l' aquila e cantare come l'usignolo.
Ora Squame e Manto Lucente mi sfiorano la pelle, così vicini, così alleati.
Sono sempre neri ma la loro luce splende, illumina e non brucia.

Questa è la rappresentazione di un sogno.

È arrivato quando ho scelto.

CIBO SUPERSONICO

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