'A Finestra

( Leggere questo testo immaginando di sentire una voce con accento catanese, le vocali luuunghe e tanto sentimento e “ a sentimentu”)

 

Sicilia, forse Catania. Carmen affacciata alla finestra di casa sua racconta ciò che osserva, immagini, conversazioni, gesti che anche visti da lontano traducono un discorso, una risposta. Dice, Sono sempre alla finestra e vedo gente bella, “laria” che vuol dire brutta pronunciato possibilmente con la prima  “ aaa” lunghissima , musona e scocciata, genti, le persone, con la cintura tirata e la bocca stretta.

 Ed ecco una coppia: Turi e Giusi. Turi è diventato imprenditor-i, ( si, con la “ i “ per fare rima con Turi- da Turiddu cioè Salvatore- ma sopratutto rima con Giusi) e Giusi. Giusy, che prima si chiamava Giuseppina, ha voglia di un lemonsoda, parola internazionale un po British quasi Milanese ecco. Turi si stupisce e le dice “ ma come Giusi quando ti chiamavi Giuseppina ti piaceva la granita con la Brioshe ( Brioscia, in catanese. È importante) ed ora non più? Lei gli risponde che ora che è diventato un grande imprenditori gli deve insegnare a parlare. Diciamocelo Giusy è un nome più chic per la moglie di un grosso imprenditori non di certo come può esserlo Giuseppina. É probabile che il lemonsoda sia il Seltz che a Catania si beve ai chioschi in giro per la città- bevanda miracolosa, sopratutto d'estate : semplice limone ed acqua frizzante che spumeggia da un rubinetto alla quale se vuoi puoi far aggiungere un pizzico di sale.

 

Carmen alla finestra continua ad osservare la gente: chi in piazza si accende una sigaretta, chi si incontra e dice “ ciao” con uno sguardo “cu na taliata”, non ci si spreca troppo, con un piccolo gesto del capo e senza bisogno di usare la voce ci si saluta, (se poi a quel gesto ci si aggiunge anche un piccolo schiocco della lingua sul palato significa “no” , un dissentire).  Gente che si abbraccia e poi si bacia, gente che non si dispera e tira la cinghia per superare l'inverno, gente che “ lecca la sarda” un pesce, se lo fa bastare per se ma non esita a far trovare la tavola apparecchiata ed imbandita ai Capi, a chi comanda.

 

Ecco un vecchio indispettito che chiede a Carmen “ ma cosa hai da guardare? Non hai altro da fare? C'è bisogno di lavorare” in risposta “ Mi scusi ma questa è casa mia e sto dove mi pare” Carmen racconta che se l'avesse detto in italiano si sarebbe offesa ma detto in siciliano, la fa sorridere. Poco dopo lo stesso vecchio torna e di nuovo le chiede “ Ma che avete da guardare non avete altro a cui pensare?o Un po da fare? Andate un po a mare che così bianca mi sembrate un fantasma.” e lei “ mi scusi ma perchè deve stare qui sotto casa mia ad insultare?”

 

Padri Coppola, immagine di fantasia ma non lontana dalla realtà, padri, il prete, che la domenica mattina predica l'omelia che, vibrando dagli altoparlanti,  fa tremare i muri delle case ed entra dentro le ossa tanto è potente “ Peccatori rinunciati ai peccati della carne! Quando il diavolo si affaccia, appare, rinforzatevi la mutanda!!”

ad un certo punto ecco arrivare un macchinone “attagghiu” della chiesa- attagghiu, in siciliano significa attaccato proprio, a taglio della chiesa- dal quale scende Saro Branchia detto Re Leone. A quel punto Padri coppola si affretta e  balbetta l'omelia con tre parole perchè sua Maestà, Re Leone, si deve fare la comunione.

 

Si ritrova ancora alla finestra Carmen, a pensare  a quante civiltà sono passate dalla Sicilia, Turchi ebrei e cristiani , si stringevano la mano perchè tanto si pensava che la diversità è bellezza, erano tempi di bellezza di amore di poesia e di saggezza.

Se troviamo i semi buoni da piantare forse ciò che è stato ieri può ritornare.

In questa terra di fuoco ( A muntagna Etna, è femmina mi raccumannu!) e mare sente che le parla il cuore e dice che le cose stanno per cambiare.

 

“ sentu ca mi parra u cori” è una bellissima immagine che spesso viene pronunciata in Sicilia, sento che il cuore mi parla, avverto un presentimento. La connessione all'immagine del cuore la si riprende anche in altri momenti e contesti, per esempio se si ha voglia di un dolcetto o un amaro si dice “ vorrei uno scialacuore” un dolce per il cuore, insomma.

 

Ed alla fine il vecchio ritorna ed imperterrito le dice “ ma non hai altro da fare? O da pensare? Vai a ballare vai a far quattro salti giusto per divertirti” e lei “ con piacere! c'è qualche danza

“ streusa “ strana, particolare che mi vuole consigliare?”

 

dalla mia finestra alla vostra

con il cuore che mi parla

Giulia Emma

 

 

( brano: A finestra- di Carmen Consoli)

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